Io conosco bene i miei tanti limiti e aggiro il problema evitando come la peste tutti i giochi in cui finisco per arrabbiarmi a causa del tempo buttato via in inutili e frustranti ricerche o tentativi, destinati senza appello a sfociare in una affannosa ricerca di sostegno nella soluzione.
Non mi sento sminuita se devo ricorrere ad una soluzione, semplicemente non mi diverto più, e quando mi rendo conto che un gioco non fa per me lo abbandono senza rimpianti
Se invece la soluzione è funzionale a superare un solo intoppo o due - su enigmi che non mi interessano particolarmente - in giochi che mi sono congeniali, vi ricorro con molta disinvoltura, senza farne una tragedia.
Per fare un esempio, un gioco che mi è piaciuto molto è stato "Ghost in the sheet". Accidenti se sono riuscita a prendere quelle lucciole... prima di perdere troppe ore, o addirittura giorni, conoscendo la mia abilità manuale, ho sgraffignato il salvataggio di Aspide e sono andata avanti molto a cuor leggero.
Quando gli enigmi mi appassionano posso rompermici la testa per mesi, come il mio primo Myst , o anche per anni, come mi è successo per Nine, e non mi viene nemmeno lontanamente la tentazione di guardare una soluzione. Altrimenti dov'è il divertimento?
Cita:
Incantevole: Spesso poi mi accorgo di non aver individuato indizi lapalissiani; insomma cado sull'esplorazione piuttosto che sulla risoluzione degli enigmi.
E la stessa cosa vale per me... per questo sto alla larga da giochi sul genere dei vari Sherlock Holmes, in cui devi vedere TUTTO e ascoltare ogni singola parola
L'enigma della forgia di Keepsake è un'altra cosa: quello era un bug di traduzione
Un altro motivo per cui quando devo guardare più volte una soluzione finisco per abbandonare il gioco è che anche a me "scappa l'occhio" come a Satyricon... è quasi inevitabile, specialmente se ci sono delle immagini, e a quel punto il gioco è bello che rovinato.
