SHANTARAM di Gregory David Roberts“Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro.
Questo è solo l'inizio di un libro che è un capolavoro.
Nelle oltre mille pagine di Shantaram, l’India non è una cartolina, una foto in bella mostra sul listino dell’agenzia di viaggi sotto casa. Ci sono topi e cani randagi che al buio aggrediscono i passanti, umidità, odori di spezie mescolati alla puzza di merda delle latrine all’aperto, ai gas di autobus, taxi, camion su Mahatma Gandhi Road, bambini che giocano nella spazzatura, catapecchie costruite con canne di bambù, stracci, fogli di plastica. Bombay: la meraviglia che nasce dalla fusione di orrore e poesia, dagli sforzi che ogni giorno quella porzione di umanità (oggi ufficialmente 12 milioni di abitanti, in realtà molti di più) compie per sopravvivere nella miseria estrema.
Traffici: armi, droga, prostitute (tra le tante mete privilegiate dagli uomini d’affari c’è il bordello della misteriosa Madame Zhou) Leggere questo libro significa entrare in un mondo a parte, abbandonarsi alla stessa corrente che ha modificato il modo di pensare di chi l’ha scritto. Vediamo luoghi e facce con gli occhi del narratore: ogni angolo, ogni sguardo, perfino ogni suono diventa reale, si incunea nei nostri ricordi. È la forza di personaggi come Abdul Ghani, criminale che sentenzia malinconicamente: «Il mondo è governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi» o di Lisa, la puttana tossicomane che in un delirio parla a Lin della fine di Annibale, il condottiero che attraversò le Alpi con un esercito di trentamila uomini e si fermò a combattere in Italia per sedici anni. È la magia della letteratura pura, del racconto-fiume che scioglie qualsiasi riserva e conquista fino alla fine (gli inganni delle brutte copertine: personalmente paventavo di imbattermi in un melenso romanzone d’amore con fondale esotico).
Questo libro è toccante, profondo, mai furbo.