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 AMATE L'ARTE? 
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?


Eccolo più grande.... Gatto, puoi prendere immagini di qualsiasi dimensione, poi seguendo le spiegazioni che trovi qui

come-inserire-le-immagini-t5009.html

ti apparirà un'immagine ridimensionata cliccando sulla quale, però, si riavrà la grandezza originale e ognuno potrà vedere tutti i particolari.

Comunque è un quadro molto famoso di un grandissimo Impressionista!
Spoiler:
La Promenade - Claude Monet

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sab giu 06, 2009 5:18 pm
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Camille Doncieux con il figlio Jean ritratti dall'artista nel dipinto La Promenade del 1875


CLAUDE MONET, 1840 - 1926
Donna con parasole e bambino o La Promenade, 1875



Studio attento del colore attraverso l’analisi empirica degli effetti della luce:
Il parasole e i capelli della donna sono verdi per il riflesso del prato
Il vestito bianco è leggermente velato di azzurro per il colore del cielo
Le figure sono in controluce l’effetto è reso con la leggera ombreggiatura


Claude Monet fu il pittore che seguì con maggiore coerenza i principi dell’Impressionismo.
La sua formazione artistica non si era basata sulla partecipazione a corsi regolari, ma egli aveva preferito apprendere liberamente dagli artisti, sia da quelli ormai considerati maestri, come Manet, sia da altri più o meno coetanei, come Degas e Pissarro.
Sperimentò dunque un'arte sul campo, a diretto contato con la realtà circostante, avvalendosi dell'esperienza di alcuni tra i più celebri impressionisti.
Invece di seguire un'impostazione accademica preferiva percorrere la campagna dipingendo en plein air, reagendo ai mutevoli effetti della luce.
I soggetti preferiti da Monet, che spesso lavorava su un battello adibito a studio, erano la Senna e le barche a vela, senza tuttavia trascurare la rappresentazione della vita cittadina.
Negli anni novanta l'artista, sempre più entusiasmato dai problemi della luce e convinto che i suoi effetti sono così mutevoli da dover essere colti in momenti successivi, cominciò a lavorare in questa direzione, dedicandosi a diverse serie, nelle quali ritrasse un medesimo soggetto in decine di tele successive.
Il punto di ripresa è quasi sempre lo stesso e quel che cambia sono solo le condizioni oggettive di luce, a dimostrazione di come uno stesso soggetto possa essere sufficiente a destare infinite e sempre nuove sensazioni.
Monet cominciò questo lungo percorso esponendo nel 1891 quindici dipinti tutti raffiguranti covoni di fieno a varie ore del giorno.
Questa prima serie fu seguita da altre dedicate a pioppi, alla facciata della cattedrale di Rouen, a Venezia ed infine alle ninfee nello stagno del suo giardino di Giverny.
A quest’ultima serie l’artista si dedicò dal 1899 fino alla morte, realizzando un gran numero di opere.





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sab giu 13, 2009 10:17 am
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sublime pittore! good luck :smt023 :smt023


sab giu 13, 2009 3:37 pm
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IL BALCONE




Majas al balcone - Francisco Goya (1808-1814)


È conservato al Metropolitan Museum of Art di New York.


Due majas affacciate al balcone con i volti talmente somiglianti da far sembrare simmetrica l'immagine; anche i colori sono invertiti. Dietro le ragazze si stagliano le siluettes di due non tranquillizzanti ceffi.
Il tutto ha un sapore freddo e stereotipato, come se l'artista, attraverso la semplificazione delle anatomie e dei volti avesse voluto rappresentare, più che una scena dal vero, un insieme schematico di simboli. Così, all'intenso cromatismo del primo piano si contrappone l'oscurità del secondo: e tuttavia il primo piano è solo l'apparenza; la sostanza, la verità sta dietro, ben all'ombra, come un sepolcro imbiancato.
Sessant'anni più tardi, questo quadro ispirerà Édouard Manet per il suo Il balcone.




Edouard Manet - Le balcon - (1868-1869)



Il balcone

Nel periodo in cui Manet dipinge questo quadro, le scene della vita borghese sono un genere alla moda. Il balcone, tuttavia, non corrisponde in alcun modo alle aspettative del pubblico dell'epoca. I personaggi ritratti sono amici di Manet. Berthe Morisot, seduta in primo piano e che grazie a questa tela appare per la prima volta nell'opera del pittore, diventerà in seguito una delle modelle preferite dall'artista. I protagonisti del dipinto, tuttavia, sono raffigurati in un atteggiamento immobile, come persi in un sogno interiore. La scena non concede spazio né al racconto, né all'aneddoto. In questo modo, Manet si libera delle regole accademiche, anche se il riferimento a le Majas al balcone di Goya (1764-1828) appare evidente.


Di fatto, però, l'incomprensione ha il sopravvento durante la presentazione di questa tela al Salon del 1869, "Chiudete le imposte !" ironizza il caricaturista Cham, un altro recensore, invece, non risparmia critiche a Manet il quale " fa concorrenza agli imbianchini". La vivacità dei colori, il verde delle persiane e della ringhiera e la cravatta blu del personaggio maschile, così come il violento contrasto tra gli abiti bianchi delle donne e la penombra dello sfondo, hanno l'effetto di una provocazione. Perfino la gerarchia tra le figure e gli oggetti non è rispettata: i fiori sono rifiniti meglio dei visi.

Quindi, non desta per nulla stupore il fatto che, questo quadro, così libero dalle tradizioni, dalle convenzioni e dalla verosimiglianza, abbia suscitato presso il pubblico contemporaneo, così tanto scandalo.







Renè Magritte " IL BALCONE DI MANET " 1950 olio su tela, 81x60

Riproduce esattamente la cornice: ritornano le persiane aperte, la ringhiera,il vaso di fiori, la sedia, ma la scena è totalmente svuotata di ogni immagine di vita. E' cancellato il cagnolino in primo piano, mentre le quattro figure umane sono state sostituite da bare, lettura assurda ed inquietante della presenza della morte nella quotidianità della vita.

Magritte dice: “La mia pittura non implica alcuna supremazia dell’invisibile sul visibile… La mente ama ciò che è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto. La mente non comprende la propria raison d’etre, e senza comprendere questo (o senza comprendere perché conosce ciò che conosce), nemmeno i problemi che pone hanno raison d’etre”.

Per lo stesso motivo Magritte rifiuta una lettura simbolica delle opere, e riguardo ciò afferma: “Quando la gente cerca di trovare significati simbolici in ciò che dipingo, vuole qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, per salvarsi dal vuoto. La gente che cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia e il mistero intrinseci all’immagine. Certo lo sente, questo mistero, ma vuole liberarsene. Ha paura. Chiedendo “che cosa significa?”esprime il desiderio che tutto sia comprensibile. Ma se non si rifiuta il mistero si ha una reazione differente. Si chiedono altre cose “.

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mer giu 24, 2009 1:37 am
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
Luna sei stata bravissima in questa tua ricerca. In questo periodo non sono stata molto presente nel forum: spessonon sono a casa, ma appena posso una sbirciatina cerco di darla!! ciao


mer giu 24, 2009 5:24 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
Ho letto tutto e l'ho trovato davvero interessante, quanti significati si nascondono dietro a un'opera pittorica.... :smt023

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mer giu 24, 2009 6:45 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
Verissimo Lis, quelle di Luna sono delle amabilissime "lezioni" d'arte :smt038 :smt038 :smt039

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l'umano si sente superiore alla bestia credendo di avere più cervello. Peccato non sappia come utilizzarlo!

Se la montagna viene da te... e tu non sei Maometto...corri perchè è una frana!


gio giu 25, 2009 3:17 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
A questo punto facilissimo indovinare l'autore di questo quadro.....



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gio lug 02, 2009 6:50 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
Spoiler:
magritte?
ciao


gio lug 02, 2009 7:35 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
Ma certo Ga, bravissima!!! :smt038

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gio lug 02, 2009 8:33 pm
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"Les amants" – 1928 - René Magritte
olio su tela - 54x73 cm
Richard S.Zeisler Collection - New York



Gli amanti
Il bacio a viso coperto è un chiaro simbolo di negazione del gesto.
L'impossibilità di baciare con passione coinvolgente, forse perfino l'impossibilità di amare, sembra siano sottintesi, in questo quadro.
Il bacio è impedito dalla presenza del lenzuolo che avvolge il capo di entrambi, senza far vedere le due fisionomie.
Il soffitto monocromo, la parete di destra e lo sfondo che evoca il cielo, contribuisce a dare il senso di dislocazione onirica che il dipinto evoca all' osservatore.
Il panneggio tormentato dei copricapo e l'accenno pacatamente classico della cornice in alto, sulla parete, contribuiscono ad alimentare l'atmosfera misteriosa dell'opera.

Nella pittura di Renè Magritte c’è un’aura misteriosa e poetica che stravolge e trasgredisce la logica comune.
Secondo alcuni, i personaggi velati, in moltissimi dei quadri famosi e nelle altre tele di Magritte, evocano il ricordo del suicidio della madre, che fu ripescata nel fiume Sambre, col volto nascosto nella camicia da notte che le si era ribaltata.
In questo periodo egli era un adolescente e questo fatto creò un dramma nascosto nella sua vita apparentemente tranquilla.

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ven lug 03, 2009 5:59 pm
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CONTINUANDO CON I BACI....





Il bacio - Francesco Hayez - 1859
Dimensione: 112x88 cm
Locazione attuale: Pinacoteca di Brera, Milano


Olio su tela, dipinto nel 1859, questo quadro racchiude le principali caratteristiche del romanticismo italiano: la naturalezza, il sentimento dell'amore individuale e l'ideale risorgimentale dell'amore per la patria.
E' un'opera ricca di passione, che scaturisce dal bacio e dall'abbraccio, centrali nell'immagine, tra i due amanti, passione che annulla i contrasti tra le tonalità fredde della veste azzurra della ragazza e il colore caldo della veste del ragazzo, che ha le gambe posizionate in modo da assecondare la sensuale inclinazione del corpo di lei.
L'uomo mentre bacia la sua amata, appoggia la gamba sul gradino, che indica che egli se ne stà andando, e dà più enfasi al bacio.

La scelta dell'artista di celare i volti dei giovani conferisce importanza all'azione e le ombre che si possono scorgere dietro al muro, nella parte sinistra del quadro, indicano un'eventuale pericolo.
Importante è il significato storico dell'opera, reso maggiormente evidente nella seconda versione del bacio, del 1867, dove l'aggiunta della veste bianca nelle scalinate e il colore verde del risvolto del mantello di lui creano un gioco di colori che si collega ai colori delle bandiere italiana e francese, per indicare l'unione tra questi due stati che aveva dato vita alla nuova nazione italiana.



Infatti la versione del 1859 venne presentata all'esposizione inaugurale di Brera il 9 settembre, dopo alcuni mesi dall'ingresso in Italia di Vittorio Emanuele e del suo alleato Napoleone III.
L'intera scena, a giudicare dagli abiti e dall'architettura, si svolge in un'ambientazione medioevale, ma in realtà è del tutto immersa nel presente a causa del significato e del soggetto iconografico (il bacio) del tutto nuovo.
Hayez con quest'opera vuole trasmettere il senso di amore, di desiderio e il senso di irrequietezza popolare per quello che poi sarà il Regno d'Italia







Edvard Munch, "Il bacio" - 1892
Olio su tela (73 x 92 cm)
Oslo - Nasjonalmuseet for Kunst


Difficile trovare l'amore, in questo bacio, come del resto in altri 'baci' più volte riproposti dall'artista con variazioni anche nella tecnica utilizzata (olio, matita, acquaforte, xilografia, puntasecca), difficile trovare un sentimento di tenerezza o complicità in questa coppia misteriosa, dove i volti sono nascosti nell'ombra di un abbraccio sensuale ma non gioioso, i corpi avvolti su sè stessi, indistinguibili l'uno dall'altro, avvinghiati in quella che pare più una lotta che un contatto amoroso, in preda ad una passione struggente e malinconica.
Le due figure, tema dominante dell'opera, sono nettamente decentrate, contro ogni canone compositivo tradizionale, letteralmente sospinte verso il margine destro del quadro, ad accentuare un senso di furtività che tutto l'insieme sottolinea ed esaspera: l'ambiente non è certo un contesto romantico, è un locale modesto e disadorno, quasi che l'incontro sia casuale o clandestino, oltre i vetri della finestra si intravede una via come tante, con vetrine illuminate, qualche passante, probabilmente l'ora tende alla sera, i colori sono piuttosto scuri, le tonalità fredde, tipicamente nordiche, dietro la tenda biancastra le forme indistinte delle due figure avvinte sfumano dal blu al nero verso una zona d'ombra assoluta che si perde oltre il limite della tela.
La perdita di identità che consegue all'impossibilità di distinguere separatamente le due figure strettamente abbracciate esprime sia l'essenza dell'amore, la con-fusione di due corpi, oltre che di due anime, sia il turbamento dei sensi, vissuto come una minacciosa possibilità di perdizione, in senso morale ma anche letterale.







Il bacio Gustav Klimt - 1907-08
Olio su tela cm 180 x 180
Österreichische Galerie Belvedere di Vienna


Quest'opera in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, disegna una tela con decorazioni e mosaici in color oro sullo sfondo: Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna.
L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul 'prato' tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente.
Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati.
La faccia della donna è racchiusa fra le mani dell'uomo, il quale ha il braccio di lei sul collo.
Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare egli stesso.
La coppia è contornata da un ovale.
Nella parte d'oro che ricopre l'uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo.
Nel Bacio si esprime la visione di abbandono e dedizione della donna nei confronti dell'uomo, uomo rappresentato proteso in avanti, in atteggiamento di forza protettiva e tenerezza nei confronti di chi si abbandona totalmente a lui: l'accento in questo caso si pone, quasi un'eccezione nel panorama della produzione klimtiana, sul connubio ideale, spirituale e fisico, delle due figure.
Particolari espressivi quali l'estrema definizione delle mani maschili, nodose e affusolate al contempo, a contrasto con il nitore della diafana pelle della giovane innamorata, attribuiscono all'uomo una identità di approdo, di porto sicuro in cui potersi abbandonare, languidamente espresso dallo stato estatico della donna, finalmente libera di esprimersi nella sua fragilità femminile, con una mano morbidamente appoggiata sulla nuca maschile e l'altra in cerca di un tenero sostegno come in una carezza, rimettendosi a lui interamente.
Non più quindi donna conturbante e solitaria, arbitro unico del mondo maschile in un gioco di rimandi e ammiccamenti erotici, ma dualità di principi vitali che si fondono, in un reciproco scambio di sensi e amore infinito, fissato nell'attimo di compenetrazione spirituale attuata dall'atto del dare e del ricevere.


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mer lug 08, 2009 12:51 am
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
il più bello Hayez prima maniera, segue Klimt, poi Munch grazie per queste chicche smgrazie


mer lug 08, 2009 9:23 am
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Sono d'accordo con te Ga, Il Bacio di Hayez è così pieno di sentimento..... e anche in quello di Klimt c'è molta tenerezza! :smt023

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mer lug 08, 2009 12:51 pm
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Nuovo messaggio Re: AMATE L'ARTE?
che bella questa sezione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :smt041 :smt041 :smt041 :smt041
non resisto e voglio mettervi subito dei quadri che adoro!!
per restare in tema di baci..
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poi uno dei miei pittori preferiti in 2 suoi autoritratti (se ne faceva tanti per fortuna essendo un bel giovine :smt003)

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sab lug 11, 2009 2:41 am
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