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 Oggetto del messaggio: Re: Io per il terremoto non do neanche un euro...
Nuovo messaggioInviato: lun apr 20, 2009 10:59 am 
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Magister
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Iscritto il: gio nov 23, 2006 5:45 pm
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Argomento moolto delicato, comunque mi permetto di segnalare un gesto che il mio compagno di team Stefano (sono anche appassionato di corse di auto) ha fatto di sua iniziativa coinvolgendo colleghi di lavoro, mi pare giusto segnalarlo perchè è un gesto molto bello..qui il testo che ha scritto nel forum del team:

"buona sera ragazzi,e' qualche settimana che visito il forum saluto e scappo ma ero preso da una cosa che volevo fare con tutto il cuore,si tratta di un aiuto alla popolazione abbruzzese dell'aquila e ad alcune frazioni adeacenti al comprensorio aquilano. ieri finalmente il sognio mio e di altri 3 colleghi di lavoro si e' realizzato,2 settimane fa' in collaborazione con i diopendenti dell'azienda per cui lavoro avevamo iniziato una colletta che si e' conclusa mercoledi',con il riocavato,circa 2000 euro,siamo andati a commercity dove e' situato un ingrosso alimentare a comperare tutto cio' che potesse servire per i terremotati dell'aquila anzi sto cazzo de terremotati me sona male direi piu' gli"AMICI" dell'aquila, devo fare una premesse,quando siamo partiti con questa iniziativa la mia azienda gia' aveva contribuito e tuttora contribuisce nel far avere alla polpolazione aquilana beni di prima necessita' quindi noi ragazzi avevamo pensato bene di non chiedere niente ma con stupore dei miei colleghi le alte cariche del latte sano,questo e' il nome dell'azienda per cui lavoro,ci ha messo a disposizione 2 camion dove oltre alla spesa che avevamo fatto gia' noi ci abbiamo caricato dentro molta altra roba offerta dall'azienda.Con i camion carichi di ogni cosa e i nostri animi carichi di buone proposte siamo partiti alle ore 13:00 direzione l'aquila!!!!!!! durante il viaggio mi sentivo carico come non mai contento e orgoglioso di quello che stavo facendo,ma non perche dovessi dimostrare qualcosa a qualcuno ma perche sentivo in cuor mio che doveo ,dovevamo farlo!!!!1 come dalla roma l'aquila si iniziano ad intravedere nella vallata ci accorgiamo subito che vicino a delle casette sparse qua e la nella vallle c'erano anche le tende blu' della protezione civile, e piu' ci avvicinavamo a e piu' queste diventavano numerose fino ad arrivare sotto l'aquila precisamente alla frazione di onna!! lasciamo la strada statale entriamo ad onna e cala subito nel mio e nel volto dei miei colleghi un alone di angoscia e sgomento nel vedere che non c'e'ra piu' NIENTE!!!!!!!!!!! un paesino dilaniato dal terremoto completamente distrutto. li ad aspettarci c'ereno i ragazzi del volontariato della prot civile che ci anno aiutato a scaricare alcuni prodotti che avevamo sul camion,da li ci spostiamo al campo di paganica che ospita circa 1200 civili scampati al disastro,anche li ci stravano aspettando e soprattutti ci aspettava il dottore della tenda pediatrica della tendopoli! li abbiamo scaricato omogeneizzati prodotti senza glutine e lattosio e tutto quello che serve per l'igene dei bambini, apro una parentesi ,mentre eravamo li c'era un binbo dell'eta del mio lollo che piangeva e vedevo che lo prendevano in braccio un po tutti,be raghazzi il bimbo aveva 5 mesi e non aveva piu' nessuno e un bimbo che piange secondo voi chi cercava?? lasciamo perdere sono prtito con un groppo e ho pianto tanto quanto sto' piangendo adesso che lo scrivo!! da li salutiamo tutti e ci dirigiamo all'ospedale dell'aquila dove avevamo app con il responsabile approvigionamenti del suddetto,siamo arrivati e abbiamo scaricato 1 pedana intera di fette biscottate zucchero e olio e tanta altra roba,via di li altra tendopèolo dove abbiamo svuotato i camion dando pannolini pannoloni per anziani latte a lunga conservazione e tutto il resto,questa e' in sintesi la mia giornata di ieri iniziata alle 2 di notte,come ben sapete,e terminata alle ore 2130 di ieri sera. stanco si ma contento di quello che io e i mie compagni di avventura abbiamo fatto. oggi ripensando a quello che avevamo fatto ieri e a quello che avevamo visto mi rende ancora piu' orgoglioso,la gente che stava li quando andavano da un campo all'altro ci ringraziava e noi invece ringraziavamo loro che stavano li a prestare un aiuto importante!!!! prendo spunto e uso il nostro forum per ringraziare intanto i miei colleghi di lavoro: Gianluca Schiavi, Luigi Catoni,che facevano parte del pèrimo camion e poi il mitico Fabio filipponi mio compagno di camion,e poi ancora tutte le persone degli uffici amministrativi Sara,Sonia,Loretta,Fabio,Nico,Valentina,ufficio della cassa e ufficio fatturazione tutti tutti i dipendenti che con un piccolo contributo anno fatto una cosa grande!!!!!!!!!!!GRAZIE!!!!!!!!!!!! per non DIMENTICARE!!!!!!!!

premetto che tutto quello che e' stato fatto non e' stato coordinato da nessuno CRI o protezione civile ma fatto e gestito da noi,che siamo partiti allo sbaraglio ma con l'intento di aiutre e basta!!!!! grazie!!!!"

Personalmente credo che sia stato un bellisimo gesto (frà i tanto fatti ) ..credo che sia un'ottimo esempio di aiuto fattivo.
Qui potete trovare la discussione originale:

http://vda.forumfree.net/?t=38603061

saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Io per il terremoto non do neanche un euro...
Nuovo messaggioInviato: lun apr 20, 2009 11:13 am 
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Iscritto il: sab set 30, 2006 4:53 pm
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Ciao Fantasmino per la stima che nei tuoi confronti e per l'ammirazione che hai esternato per questo ragazzo ho voluto approfondire la questione per accertarmi se le mie convinzioni fossero nel giusto e.......


il ragazzo non è una ragazzo ma:www.marsala.it è il primo quotidiano marsalese indipendente di informazione on line. Direttore responsabile Giacomo Di Girolamo e di questo articolo nè ha fatto un vero scoop, c'è un proseguo alla sua lettera :


Ho ricevuto nell’ultima settimana migliaia di messaggi, centinaia di mail. Sono stato protagonista (e un po’ vittima) dello spietato meccanismo dell’informazione: interviste a raffica, domande a volte fuori luogo (“può essere il suo il manifesto di una nuova sinistra?”, “pensa di candidarsi alle europee?”), attacchi di pancia, critiche giuste e non.

Vedevo grandissima agitazione intorno a me, mentre io mi tranquillizzavo appellandomi ad una piccola verità di Stefano Benni: “In Italia ogni tipo di sgomento nell’opinione pubblica dura in media tre giorni”.

Il quarto giorno finalmente è arrivato, gli animi si sono calmati e posso dare una risposta a tutti, da chi mi voleva santo, a chi mi credeva porco.

L’editoriale “Scusate ma per i terremotati non do nemmeno un euro” è nato sabato pomeriggio, vigilia di Pasqua, al termine di una settimana in cui sentivo di giorno in giorno crescere dentro uno stato di ansia, indignazione, rabbia, per i fatti successi in Abruzzo.
Stavo male, e non sapevo il perché. Così, non ce l’ho fatta a tenere dentro tutto il dolore che provavo per quello che avevo visto e sentito sul terremoto e ho deciso di utilizzare lo spazio delle lettere di http://www.marsala.it non per rispondere ad un lettore ma per rispondere ad un paio di domandine mie: “Cosa provi di fronte a quello che vedi?”, “Perché stai così male?”.
E l’ho fatto.
Poi ogni cosa è venuta da se. Il commento ha fatto in poche ore un primo giro sui blog, poi è approdato su Facebook. I social network sono degli amplificatori di contenuti: se c’è un’idea che viene avvertito da molti come un sentimento comune, allora quel pensiero gira, e non conosce ostacoli.
Il mio sfogo è stato ripreso e segnalato da centinaia di altri siti. Inviato via mail (anche a me!) come catena di Sant’Antonio. Poi ci si è messo Sofri, e Anno Zero, e La7, e la Rai, e tutto il resto….
Ho fatto decine di interviste, come se fossi una star. In realtà non volevo che si parlasse di me, ma di quello che avevo scritto, per dar voce ad una fetta di persone (una minoranza? credo di no) stanche di certi rituali.
Fatto ciò, mi sono ritirato in buon ordine. Proprio perché sono un comunicatore, il mio ruolo non è quello di indicare soluzioni, ma di dare voce ai pensieri e alle idee, anche quando sono scomode. Ma non ho soluzioni. Come un buon portiere di calcio: bravo per quanto puoi essere, più dello zero a zero non puoi fare.
In altre parole, per quelli che mi hanno chiesto: qual è la soluzione a tutto quello che tu hai denunciato? La mia risposta è : non lo so. La corruzione è per certi aspetti endemica in Italia. L’unico contributo che noi cittadini possiamo dare per ricostruire l’Italia (cominciando proprio dall’Abruzzo) è fare ognuno, bene, il proprio dovere.
Purtroppo però il senso della responsabilità si è perso. Ed è proprio per questo che io l’euro non l’ho voluto dare. Anche se ho fatto una cosa molto più importante (il mio dovere): ho voluto guardare l’orrore del terremoto, e dell’Italia del terremoto, negli occhi. Nell’attesa che quell’Italia mi restituisse lo sguardo.

Il successo di quello che ho scritto è la testimonianza che qualcosa si muove. Ma i nodi dell’informazione e della formazione fanno parte di un sistema culturale che non mira a fare crescere un’opinione pubblica attiva. Al popolo bambino basta il calcio la domenica e i culi delle ballerine in tv. Il malcostume viene riconosciuto per furbizia, scaltrezza. Pochi si ribellano. Ogni tanto si aprono – come in questo caso – dei momenti di verità, quasi che il velo si squarciasse. Ma dura solo pochi attimi. E’ “la pioggia che si trasforma in luce” dell’”Eleganza del Riccio”. Poca cosa. Ma vale già di suo la pena per pensare, in attimi di ottimismo incontrollato, che forse questo paese lo stiamo già cambiando e che una rivoluzione può vivere anche di episodi minimi come il mio.

Questa storia ha comunque un epilogo.

Ad un certo punto hanno scritto e chiamato in redazione alcune persone. Chiedevano di me e mi dicevano: “Guarda, sono d’accordo con quanto hai scritto. E’ per questo che ho deciso di donare un euro anche per te”. Erano persone anziane, per lo più. Nella loro voce c’era il tono sommesso che hanno gli anziani quando cercano di mettere pace tra le persone e nelle cose.
Che pecoroni, ho pensato. Uno dice “non do un euro” e invece provoca l’effetto contrario.
Un po’ mi sono sentito prigioniero. Credo di aver raccolto indirettamente 12 – 15 euro, proprio io, che di euro non ne darò neanche uno.
Erano anziani anche quelli che mi scrivevano via mail con lo stesso messagio: “Do un euro anche per te”. Manifestavano la loro età nella scrittura rigida e nella digitazione incerta di chi non ha assolutamente confidenza con la tastiera: caratteri in maiuscolo, rispetto estremo della forma, modi da carta uso bollo.
Erano anziani.
Pecoroni.
Poi ho pensato alle parole di Sofri (anche lui anziano, in fondo …). E al fatto che - alla fine di tutto – c’è un valore che ci fa camminare comunque a testa alta. Ed è la nostra dignità. Ho pensato che molte famiglie oggi campano grazie alla pensione del nonno, che molti miei coetanei precari vivono grazie ai genitori, che lo stato sociale oggi, realmente, sono gli anziani.
Un lettore una volta mi ha scritto: sa cos’è la povertà? Portare la mia bambina dai nonni una volta a settimana per farle mangiare una fettina di carne.
Quelli che lo Stato dovrebbe assistere si fanno loro stessi Stato quotidiano. E una manciata di questi ha anche stiracchiato silenziosamente un altro po’ la pensione per versare un euro in più per i terremotati: il mio.
Io sono povero tra poveri. E dai poveri ho imparato che quando credi che tutto sia finito, ti può sempre arrivare un alito di fiducia.
L’euro non l’ho donato. Troppa rabbia dentro. Mi considero sospeso da cittadino italiano e non ho motivo per tornare indietro. Ma ringrazio quelle persone che si sono sentite in dovere di sobbarcarsi un doppio dolore: il dolore dei terremotati, e il dolore di chi per la rabbia è rimasto senza parole.

Due monete, hanno versato.
Una di carità.
L’altra di speranza.

Mia madre, proprio lei, è stata la prima.

Giacomo Di Girolamo



Che tristezza, benedetto il mio euro

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 Oggetto del messaggio: Re: Io per il terremoto non do neanche un euro...
Nuovo messaggioInviato: lun apr 20, 2009 11:47 am 
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Messaggi: 2572
Località: Brescia
Ti ringrazio per l'informazione Edipo.
Io non credo che tutto questo l'abbia fatto per dare rilevanza al suo quotidiano ma questo,purtroppo,lo sa solo lui.
Per ora la mia ammirazione per la sua provocazione non cambia e mi auguro di aver ragione.

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 Oggetto del messaggio: Re: Io per il terremoto non do neanche un euro...
Nuovo messaggioInviato: lun apr 20, 2009 1:42 pm 
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Ho dato € 20 a dei ragazzi che per conto di un ente stavano facendo come tanti in questi giorni una raccolta di soldi ed altro per L'Abruzzo, e non è niente. A questo punto non mi importa se l'articolo scritto da questo ragazzo o da un giornale sia servito da scoop o altro per lui o per il suo giornale. Quello che mi interessa e il contenuto dell'articolo. Il non dò nemmeno un euro con tutto quello che è stato scritto dopo è chiaro che è ( almeno cosi l'ho inteso io ) una provocazione, verso un mondo addormentato di fronte alle miserie che non capitano a caso, ma sono frutto di scelte scellerate di persone che sono state al potere ( o che lo sono tutt'ora ) e che in combutta con gente di pochi scrupoli, ha fatto e continua a fare i propri esclusivi interessi fregandosene se poi gli effetti disastrosi ricadono su intere comunità. Chi se vede una persona cadere a terra non corre ad aiutarla? Chi non si è commosso vedendo le macerie e sentendo parlare chi è sopravvissuto agli affetti più cari?? Chi non ha pianto sentendo parlare un padre che aveva perso i suoi due figli??? Bisogna essere delle bestie per non provare emozioni, commozione di fronte a tutto quello che è successo. Il contenuto di quell'articolo per me e ribadisco per me non è qualunquismo, ma un grido di rabbia, di stanchezza, di solitudine di fronte a una società che chiude gli occhi invece di chieder conto e subito degli abusi e dei sorprusi che si continuano a perpetrare a qualsiasi livello, e non basta più sentire dopo e sempre dopo, "lavoreremo in modo che questo non succeda più".


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Nuovo messaggioInviato: lun apr 20, 2009 5:33 pm 
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Messaggi: 4746
Località: Roma
Ribadisco anch'io la mia ammirazione per l'autore del testo di cui stiamo discutendo. Chiunque abbia idee tanto chiare sullo squallore che pervade la situazione politica italiana secondo me non può agire per mero interesse; sono pienamente d'accordo con ogni parola scritta da Fantasma e da Nino.
Non c'è bisogno di saper leggere tra le righe per capire quanto sincero dolore, quanta rabbia e quanta impotenza traspariscano da questo scritto.

_________________
"E' una fortuna che lei capisca"
da Inland Empire di David Lynch

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che è RHEM


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Nuovo messaggioInviato: mar apr 21, 2009 3:28 am 
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Messaggi: 4
Localita': Milano
E' chiaramente una provocazione,che porta con sè una verità assodata : nel resto dei Paesi evoluti, quando si verificano certe calamità si ativa subito il volontariato ma non viene indetta nessun "festival delle donazioni". Perchè è lo Stato che deve farsi carico di risolvere situazioni come questa,senza "salassare" o chiedere un sacrificio spontaneo ai cittadini. In tutti i Paesi seri esistono e sono curati fondi destinati a tamponare i danni derivanti da queste tragedie. Perchè qua invece bisogna dipendere dalla donazione "degli altri poveri"? Già paghiamo le tasse perchè lo Stato ci protegga. O no? O_o


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