Salve amici, in questo periodo sto leggendo "Il mercante di lana " e ve lo vorrei segnalare,
dalla breve biografia sulla copertina del libro, la scrittrice Valeria Montaldi e' una giornalista e
una critica d'arte con una passione per il Medioevo.
Il primo di essi e' proprio "Il mercante di lana" ambientato nella regione intorno alla citta' di Augusta,
meglio conosciuta oggi come Aosta. In particolare, la vicenda si svolge nella valle di Gressoney e
prende spunto da una leggenda legata ad una fantomatica "Citta' di Felik", situata, secondo il mito,
a circa 3000 metri sul livello del mare. "Poiche' questa dislocazione appare inverosimile a causa dell'eccessiva altitudine,
ho deciso di considerare che il villaggio fosse situato, piu' o meno, nella zona dell'attuale Alpe Cortlys,
alla rispettabile altezza di circa 2000 metri", dice l'autrice nelle note alla fine del romanzo, che vi consiglio di non ignorare.
Si tratta di un romanzo "corale": e' la storia di molti personaggi destinati ad incrociare le proprie esistenze.
Il periodo storico e' la prima meta' del XIII secolo, circa trent'anni dopo il primo insediamento Walser realmente documentato.
Si inizia dalla morte di Karola, un'abile tessitrice rimasta precocemente vedova, abitante nel villaggio di Felik.
Felik e' stato fondato diversi anni prima in una valle nascosta tra monti e ghiacciai e appartenente al vescovo di Sion,
ma conteso da altri signorotti locali tra i quali ci sono continue scaramucce per il controllo del territorio.
Felik e' un villaggio quasi autonomo con un futuro tragico ed una tremenda profezia aleggia sulla valle.
Questa profezia e' stata rivelata a frate Matthew Willingtham, un monaco benedettino inglese proveniente
dal monastero di Saint Albans, non lontano da Londra. E tra mezze verita' e soste forzate, il suo viaggio continua,
intervallato dalle vicende degli abitanti di Felik e dei personaggi che Dio pone sul cammino del frate.
La storia si snota, si intreccia e prende pieghe inattese, a volte perdendosi nella dovizia di particolari che la Montaldi
inserisce per descrivere l'ambiente e la vita dei personaggi che via via si incontrano. Dopo un'iniziale lentezza nella storia,
che serve a presentare meglio la trama, si tende ad affezionarsi a frate Matthew, che Dio mette continuamente alla prova, e .......

basta così ......