Arriva la "dose" di alcol che aggira
i divieti: il nuovo drink in bustina
l'esperto di droghe: «Bere così? E’ come una sniffata, lo stesso rituale»
di Raffaella Griggi
ROMA (25 gennaio) - A prima vista sembrano un po' quelle bibite all'arancio che si vendevano allo stadio trent'anni fa. E invece è lo sballo sottovuoto. Bustine di plastica morbida monoporzione. Facili da bere ovunque. Ora, l'uso meno salutare di questo piccolo cartoncino molle, è a base di rum. O vodka, tequila, gin. Piccole “dosi”, antidoti alla movida sorvegliatissima dei week end. Dosi, davvero: diaboliche, svelte, comode. Perché, necessario non è quel che si beve, ma bere. E anche la ritualità del sabato sera con i controlli di vigili e agenti cambia. L'importante non è tanto dove si va, ma andare oltre. E pure l'alcol ai tempi dei divieti, dei controlli e delle tabelle grossolane nei bar nella controffensiva al Ministro Sacconi si reinventa e tenta di passare inosservato sotto forma di brik meno vistosi rispetto a una bottiglia di vetro o a una lattina.
I più giovani ovviamente non si fanno scappare la novità...
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