Antares ha scritto:
Quello che volevo intendere io non riguarda certo la moda. Torno all'esempio della musica con un pezzo come "The Wall". Io son certo che non troverò nessuno e dico nessuno che osi dire che sia di qualità scadente, perchè quel pezzo ha una bellezza inspiegabile ed intrinseca che va al di la di ogni singola razionalità. Quella razionalità di chi vuole e tenta di classificare ogni cosa. Quel pezzo è un misto di emozioni nelle quali si ritrova il genere umano e non solo un singolo individuo o solo una stretta cerchia di persone.
Un conto è la qualità scadente, un conto è un capolavoro.
Non è detto che un prodotto di qualità sia
tout court un capolavoro.
Un conto è la bellezza intrinseca, un conto le emozioni.
Tante cose rappresentano
le emozioni nelle quali si ritrova il genere umano, ma non tutte (e ci mancherebbe pure ... ) sono arte e bellezza intrinseca. Lì ci vuole il concorso di tutta una serie di fattori.
Che Still Life (e torniamo al caso specifico) susciti determinate emozioni è fuor di dubbio. Ma ciò non basta a farne un capolavoro. E poi le emozioni son cosa soggettiva ...
Antares ha scritto:
la moda non centra niente.
Io non ho detto che Still Life piace perchè è di moda, ho parlato
anche di mode perchè la tua affermazione generalizzata portava pure a questo.
Antares ha scritto:
Al giorno d'oggi la moda dice sparatutto e MMORPG, e nonostante tutto noi facciam parte di quella stretta cerchia che adora le AG...quindi io mi sento al di fuori delle mode anche affermando "io adoro Still Life". Certo anch'esso è stato concepito per vendere e guadagnare, ma, come per il pezzo dei Pink Floyd,
Quando dico che questo gioco piace alla maggioranza (ma questo credo sia ben chiaro) mi riferivo all'ambito delle
AG e non hai videogiochi in generale. Non fai parte di nessuna nicchia se adori Still Life, al contrario, dal momento che piace a moltissimi amanti delle Avventure grafiche, in quanto altrimenti non avresti affermato quanto segue:
Antares ha scritto:
Vorrei focalizzare l'attenzione su di un fattore che secondo me è anch'esso determinante nel giudizio di un gioco (o di un prodotto commerciale in genere): la capacità e la possibilità di piacere ad un maggior numero di persone possibili (rimanendo comunque ristretti al target a cui il prodotto è diretto)
Antares ha scritto:
noi facciam parte di quella stretta cerchia che adora le AG
Non tanto stretta, Antares, non tanto stretta, a giudicare dai titoli in uscita ...
Antares ha scritto:
Tornando ai giochi: vorrei precisare che l'obbiettivo principale per il quale le games house producono un prodotto è essenzialmente quello di vendere...per loro è solo quello l'obbiettivo.
Ed io cos'ho detto?
Antares ha scritto:
noi non seguiamo le mode, noi le facciamo.
Ah, sì ... ma davvero?
Non me n'ero mai accorto ...
Antares ha scritto:
io ho parlato di una bellezza oggettiva che è la causa del gradimento dei più. Non confondiamo un gradimento temporaneo (tipico del trash) con quello che perdura nel tempo. Solo alcuni game sanno lasciarti dentro qualcosa che ti fa venir voglia di rigiocarci...e se la stessa sensazione la provano molti moltissimi facenti parte di questa elite, non vuol dire che la bellezza oggettiva di Still Life è pressochè indiscutibile? Il gioco non è bello perchè piace a molti...ma piace a molti perchè e bello!
Antares ha scritto:
se a questa "nicchia" di persone è piaciuto un motivo ci sarà...
Certo, come no, una qualità davvero
oggettiva ... qui rientriamo semplicemente nel
gusto personale dei più, che come ben sappiamo, è soggetto a variazioni e mutamenti.
Antares ha scritto:
Non confondiamo un gradimento temporaneo (tipico del trash) con quello che perdura nel tempo.
Still Life non risale al secolo scorso, malgrado i ricordi del nonno ...
Antares ha scritto:
Bhe...se è semplicistico ciò che ho detto...trovo molto più semplicistico rifugiarsi in un
ipse dixit che sa molto di opinione personale

L'aforisma di Wilde era una provocazione, e non certo un rifugio semplicistico (ma un invito all'approfondimento) in risposta alla tua generalizzazione di una affermazione data per scontata.